Dietro le quinte (prima che si alzi il sipario)

on 10 May, 2017
Dietrolequinte

Ci siamo. Tra poco si inizia, abbiamo sempre lavorato, nel corso dell'anno, ma in altri settori: prenotazioni, promozioni, incontri, preparazione di menù. Ora però riprendiamo il ritmo serrato dei nostri ricevimenti.
Ma come si arriva a questo momento? Mi sembra di essere sempre impreparata.

L'apertura della stagione prevede prima di tutto che ci sia ordine: le ville adibite a ricevimenti non sono nate per questo scopo, per cui si devono cercare spazi per tutta l'attrezzatura necessaria.
Da noi si adibiscono la torretta, la cantina, le stanze di servizio.
Io parto dall'alto, dove sistemo tutte le stoffe per gli arredi della chiesa, per i tavoli dei dolci, per l'angolo della tenuta. Ci sono tovaglie, tende, cordoni, tessuti di ogni genere. Tutto deve essere sistemato per bene, comodo e visibile per utilizzarlo e, soprattutto, per sapere che è a disposizione!
Certo a L’Esedra non c’è il problema di come passare le giornate: posso scegliere se divertirmi in torretta, mettermi in cantina a catalogare gli innumerevoli tipi di candele, vasi, lanterne. Il bello è che in cantina i materiali sono stipati tra i voltini in mattoncini antichi, in una piccolissima grotta che spunta da un muro, le giare dove un tempo si conservavano l'olio e le prime bottiglie di vino prodotte nella tenuta.
Ed ecco che cominciano i dubbi: mi sembra sempre che non ci sia nulla come deve essere. Vorrei, come al solito, la perfezione. Ma la perfezione è statica e questo lavoro è dinamico, in continuo divenire.
Devo contare le fodere dei cuscini che devono combaciare con gli interni, i vestitini delle sedie, le livree dei camerieri, numerare le coppe e le alzatine. E le tovaglie di arredo?
Vanno portate in tintoria e ritirate. Controllo e revisione delle ricetrasmittenti, luci esterne, interne, locali cucina, elenco dei tavoli.
Come dice sempre mia sorella: "Lavoreremo come sempre fino a pochi minuti prima dell'inizio dell'evento, vedrai". Ma se abbiamo nel sangue l'arte del ricevere, cosa ci possiamo fare?

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