La Casa dell'Arco (prima parte)

on 03 June, 2014
Casa Dellarco Esedra

Il manufatto più antico della Tenuta è La Casa dell'Arco. Tutto ha almeno trecento anni, ma il rustico pare sia il primo a essere stato costruito. Si differenzia dal resto anche perché le case e anche la villa sono rosa, mentre La Casa dell'Arco è rosso scuro.

L'abbiamo restaurata da poco, si è trattato di un recupero conservativo, l'unico, si dice dagli addetti ai lavori, che si può definire così e che sia stato effettivamente realizzato negli ultimi anni a Sestri Levante. Abbiamo mantenuto tutto il possibile: le doghe in legno, le porte, le finestre, le maniglie, la posizione dei camini, le inferriate, le ardesie. La distribuzione degli spazi è stata rivista, ma pienamente approvata dalla Soprintendenza ai Beni Ambientali, con la quale siamo abituati a collaborare ogni volta che iniziamo un lavoro a Sestri Levante.

La Casa dell'Arco - l'abbiamo sempre chiamata così perché, un tempo, la strada per raggiungere la villa passava sotto l'arco che la contraddistingue – ha uno spazio vivibile sotto l'archivolto. Dalla Soprintendenza abbiamo ottenuto di deviare la strada per le auto, proprio per poterlo utilizzare. Ci piacerebbe comunque ricreare un arco, magari di tralci di vite, per la nuova stradina.

Lì abitavano tre famiglie di contadini: il Baffo, la Matta, la Pina. Il Baffo, lo dice la parola, aveva dei baffi impressionanti a cui credo prestasse molte cure. La Matta era matta davvero, stravagante, ma divertente. La Pina la più normale di tutti, faceva del pane eccezionale. A furia di fare il pane nel ronfò della cucina però ha bruciato una parte del pavimento di legno, ma insomma quelle pagnotte erano proprio buone.

Il rustico è composto da due corpi uniti da una corte. I tre lo abitavano in un modo particolare e neanche troppo comodo: tutti avevano una stanza al piano terra e tutti una al piano di sopra, ma per andarci dovevano uscire nella corte e fare le scalette esterne. Mi ricordo la Matta uscire dal piano terra per andare sopra con il secchio di zinco pieno d'acqua. Sopra, una piccola passerella all'aperto con archetti in mattoncini univa le varie stanze. Ora abbiamo collegato i due corpi con una soluzione in vetro, coprendo la passerella, così ci si può muovere da una parte all'altra rimanendo al coperto e si conservano gli archi, tra gli elementi più interessanti di quello che è definito un “manufatto agricolo”. Dovreste vederlo di sera: è davvero suggestivo!

(continua)

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